Primavera.

La fanciulla

Primavera, tempo di spensieratezza, delicata bellezza, giocosità e vita. I colori intorno a noi esplodono, i suoni degli animali in amore diventano quasi assordanti. La megera è morta ed è tornata. È vergine, deve esplorare il mondo e sé stessa e ripetere il ciclo. Vergine non è il termine che conosciamo così bene, associato alla religione. No. Vergine è la bambina che ancora non ha conoscenza del mondo, non solo della sessualità. Le esperienze sono ancora intatte, la vergine è curiosa e giocosa, è giovane e non teme il cambiamento. 

A questo archetipo è associato il menarca, il primo ciclo mestruale. È una fase di transizione importante, può essere gioioso o uggioso come le giornate piovose di aprile, e indica un momento di fertilità che non ha ancora la stessa morbidezza di quella della madre… Una bambina spensierata che cresce, fa esperienza delle cose, è libera!

È momento di concepire intenzioni, curare i primi germogli e fare emergere idee giovani, vergini come la fanciulla.

La figura della Dea, della Grande Madre, esiste da quando esiste l’essere umano, e anche se ad ora celebrarla sembra desueto, noi continuiamo a farci largo, spiegando che ciò a cui siamo abituati è arrivato dopo, e si è affermato con prepotenza. Questi sono dati antropologici.
Come la primavera rendiamo il terreno fertile alla crescita dei germogli, il tepore del sole scalda ciò che sta per divenire. È periodo di unioni, di creazione attiva, di famiglia anche. Mettiamo in atto ogni idea ed ogni cambiamento germinato nella stagione fredda e  avanziamo nel ciclo, accompagnate dalle creature che si risvegliano dal letargo, dagli insetti impollinatori, dallo sbocciare dei fiori sugli alberi mossi da una brezza incoraggiante.
Lepri, pulcini, uova, fiori sono i simboli di tutta la fertilità di cui siamo circondate.
Siate fertili di idee, di progetti, di cambiamenti, di fiducia nelle emozioni, i frutti sono proprio lì.

Acqua purificatrice

Oltre ad essere Origine, fonte di ogni cosa, l’acqua assume spesso e in moltissime culture anche il significato di purificazione. Di seguito cercherò di introdurre alcuni temi e tradizioni legati all’acqua e alle sua qualità purificatrice. 
Già tra il IV e il II millennio a.C in Asia ed Europa  l’acqua veniva utilizzata come elemento di purificazione rituale. È una purificazione non solo fisica ma anche morale-spirituale. I bagni rituali ricorrono in moltissime culture antiche. Ne sono testimonianza anche le innumerevoli figure di dee legate al culto delle acque: dee del mare, dei fiumi, dei laghi, purificatrici, datrici di vita, e con tantissimi altri significati.

L’acqua è quindi vita, purificazione, rigenerazione. L’immersione nell’acqua è un ritorno alle origini, generando forza e purezza. 
L’acqua neI battesimo cristiano, ad esempio, non solo purifica lavando via il peccato originale, ma è anche rigeneratrice perché porta una vera e propria rinascita.
Nell’antica Grecia, la Pizia, sacerdotessa di Apollo a Delfi, beveva alla sorgente Castalia per poterne trarre ispirazione prima dei suoi vaticini; i pellegrini che si recavano al santuario dovevano fare un bagno purificatore nella stessa fonte per poter consultare l’oracolo.
Nell’antica Cina i promessi sposi usavano attraversare un fiume nell’equinozio di primavera (momento di transizione calendariale e stagionale) come modalità purificatrice e propiziatoria in vista della fertilità matrimoniale.
L’attraversamento di un corso d’acqua segna anche il limite fra due territori differenziati: tra il profano ed il sacro, tra la morte e la vita. La traversata (o il superamento, eventualmente mediante un ponte) collega la realtà fisica a quella metafisica, la dimensione empirica a quella onirica, l’al di qua con l’al di là. In India l’acqua assume spesso significato di purificazione, penso ad esempio alla tradizione di bagnarsi nelle acque del fiume Gange (protetto dalla dea Ganga, simbolo di purificazione), nel disperdervi le ceneri dei defunti e alla tradizionale festa della brocca, la Kumbh Mela. l’acqua infatti è spesso collegata anche alla morte: era usanza celtica porre sulla porta di casa di una persona defunta un contenitore d’acqua lustrale (acqua in cui si è fatto spegnere un tizzone ardente preso da un fuoco sacrificale), con cui tutti coloro che si recavano a portare le loro condoglianze si aspergevano, al momento di uscire dalla magione in lutto.
in una visione dualistica, l’acqua è il contrario del fuoco ma a volte è anche connessa ad esso, in particolare al fulmine. Infatti essa può purificare proprio come il fuoco, e come il fulmine, scende dal cielo. non c’è mai solo un aspetto da conoscere e comprendere. sull’acqua si potrebbe davvero parlare all’infinito, ma il frutto di questa piccola analisi vuole essere solo di spunto per discussioni e propri approfondimenti. d’altra parte come si può ridurre in poche righe l’elemento di cui siamo costituiti in così alta percentuale?


Colori : giallo

Immediatamente viene alla mente il collegamento con il sole e la sua luce calda che tutto abbraccia. Spesso il sole è simbolicamente collegato ad aspetti “maschili” di forza, coraggio. Non mancano però nelle varie civiltà antiche anche Dee collegate al Sole e agli aspetti di creazione ed origine delle cose, come Amaterasu nella mitologia giapponese, Sol ( chiamata anche Sunna o Sunne) nei miti norreni, che come il greco Apollo guidava il carro del Sole, o anche Saule, dea della vita e della fertilità nel mondo baltico. 
Il colore giallo è anche collegato alla giovinezza, alle novità e ai cambiamenti. Non a caso abbiamo scelto un abito giallo nel rappresentare la primavera e con essa la figura archetipica della fanciulla. Storicamente, il colore giallo è stato a lungo legato non solo alla forza vitale del sole ma anche all’oro come materiale indistruttibile e quindi divino. In tantissime culture, dal sud America al Giappone, dalla Cina all’Europa, l’oro è rappresentazione di ricchezza e di alta classe sociale: ecco allora come il colore giallo diventa anche rappresentazione di ricchezza e divinità.  Solo nel Medioevo, attorno al XII secolo diventerà il colore che nelle rappresentazioni cristiane simboleggia Giuda e quindi falsità, inganno, tradimento,  perché sarà percepito come degenerazione delle qualità luminose e morali dell’oro. 

Per ulteriori approfondimenti, vi consigliamo:
“Cromorama – come il colore ha cambiato il nostro sguardo” di Riccardo Falcinelli
“Il dizionario dei simboli” di Jean Chevalier, Alain Gheerbrant


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