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La fiducia: il cuore di ogni fotografia di famiglia

Perché la fiducia è tutto in fotografia

La fiducia è la base di ogni incontro autentico.
In fotografia, è ancora più importante: perché non stai semplicemente “posando” davanti a una macchina fotografica, ma stai mostrando te stessa, la tua famiglia, il tuo modo di amare.

Una fotografia sincera non nasce mai da un set perfetto, ma da un clima di serenità, ascolto e rispetto reciproco.
È quel tipo di fiducia che ti fa dire: “Mi sento al sicuro. Posso lasciarmi andare.”

La storia di I. e la sua bimba

I. mi seguiva da tempo sui social. Mi scriveva, metteva like ai miei post, leggeva i miei articoli. Mi percepiva già da lontano, attraverso le parole e le immagini.
E poi, un giorno, mi ha scritto: “Ciao Sveva, credo che sia arrivato il momento di prenotare.”

Ha scelto una mini sessione, una formula più breve e leggera, per “provare”.
Aveva già vissuto due esperienze fotografiche in passato — e non si era sentita pienamente accolta.
Per questo, la sua decisione di affidarsi a me aveva un valore enorme: era un atto di fiducia, costruito nel tempo, grazie al mio modo di comunicare, raccontare e mostrare la realtà dietro ogni scatto.

Mi ha detto subito:

Mi affido a te perché mi ha colpito il modo in cui racconti le storie delle famiglie. È la base di un bel clima, quando saremo lì.

Parole semplici, ma preziose.
Perché racchiudono il senso di tutto: non si sceglie un fotografo solo per le foto, ma per come ti fa sentire.

Come nasce la fiducia tra fotografa e famiglia

La fiducia nasce prima dello scatto.
Nasce dal modo in cui una fotografa si mostra, ascolta, comunica, accoglie.
Ogni messaggio, ogni risposta, ogni piccola attenzione costruisce una sensazione: “posso fidarmi”.

Quando una mamma arriva in studio e trova un ambiente sereno, dove i tempi della bambina contano più di qualsiasi tabella, dove c’è spazio per una merenda, un cambio pannolino o una risata improvvisa, allora quella fiducia diventa reale.

La fotografia, in fondo, è un dialogo.
E il primo passo di quel dialogo è l’ascolto.

Cosa guardare in un fotografo prima di affidargli i tuoi ricordi

Una delle domande più comuni che ricevo (anche se magari formulata diversamente) è:

“Come faccio a sapere se fai per me?”

Non esiste una risposta universale, ma ci sono segnali chiari per sapere se una fotografa fa per te:

  • Il modo in cui comunica. Ti fa sentire accolta o in soggezione? Ti ascolta davvero?
  • Il tipo di immagini che racconta. Ti rispecchi nelle emozioni che vedi o le senti lontane da te?
  • Il rispetto dei tempi e dei limiti. Un bravo fotografo sa aspettare.
  • L’attenzione alla privacy. Alcuni momenti sono vostri, e devono restare tali.

Scegliere un fotografo non è solo questione di stile, ma di fiducia reciproca: ti stai affidando a qualcuno che tradurrà le tue emozioni in immagini.

Il momento dello scatto: quando la fiducia diventa visibile

Durante la sessione con I. e la sua bimba, tutto è avvenuto con naturalezza.
Abbiamo parlato, riso, giocato.
Io osservavo, pronta ad accogliere ogni gesto spontaneo.

Non servivano pose o artifici. Bastava lasciarsi andare.
E lei lo ha fatto, sentendosi libera di vivere quel momento, sentendosi libera di “entrare o uscire dal set”, di gestire la propria bimba in serenità, e sapere che io ero lì ad ascoltare entrambe.

È lì che la fiducia si vede.

Il dopo: la conferma che la fiducia è stata ben riposta

Qualche giorno dopo, I. mi ha scritto:

Le foto sono spettacolari… hai reso perfettamente ciò che immaginavo. Mi hai sorpresa. Per me è un regalo alla mia piccola: saranno ricordi magici.”

E ancora:

Per me sono stati fondamentali la serenità, la flessibilità, il rispetto dei tempi della bambina. Mi sono sentita accolta, ascoltata e parte del processo.”

Sono parole che mi porto dentro, perché rappresentano esattamente ciò che cerco di costruire in ogni servizio: un’esperienza di fiducia reciproca, dove la cura e la gentilezza contano quanto la luce e la composizione.

Riflessione finale

Ogni volta che qualcuno sceglie di affidarsi a me, lo considero un dono.
Perché non c’è niente di più prezioso della fiducia: è invisibile, ma si sente in ogni foto.

E se una mamma – come I. – riesce a dire “mi sono sentita accolta, rispettata, parte del momento”, allora so di aver fatto bene il mio lavoro.

La fotografia, per me, è un incontro di fiducia. Tutto il resto viene dopo.

con affetto,
Sveva

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