Questo progetto è nato davanti a un caffè — uno di quelli importanti — durante il mio primo incontro con Anita Miceu, doula.
Fra una chiacchierata e una coccola al suo secondo nato, che allora aveva da poco compiuto un anno, è stata lei a lanciare l’idea.
Io l’ho ascoltata, e ho sentito subito quella scintilla che arriva quando qualcosa ti chiama nella pancia, prima ancora che nella testa.
Abbiamo unito le nostre competenze per entrare nelle case dove c’è una nuova vita tutta da raccontare.
Lo facciamo in punta di piedi, con delicatezza, con l’ascolto come bussola e il rispetto come primo passo.
Perché?
Perché della vita da neomamma vediamo quasi sempre solo la parte dolce: la faccia pubblica, quella che “sta bene in foto”.
Ma dietro la porta di casa c’è molto di più.

C’è chi allatta in tandem due gemellini giostrando biberon e seno per essere certa che entrambi mangino abbastanza.
C’è chi esce in giardino per una breve passeggiata, per far scoprire al proprio bambino un pezzetto di mondo… e poi lo lava nel lavandino che ormai gli sta stretto, anche se pochi mesi prima lo portava ancora dentro di sé.


C’è chi, per riuscire a preparare il pranzo, apre il frigo e trasforma quel momento in un gioco: il piccolo di quattro mesi fa tummy time nella culletta, affascinato dalla luce e dai colori, e per qualche minuto il pianto si ferma.
E poi ci sono i rientri a casa: quei momenti in cui non sai chi è mancato di più all’altro. Tu al bimbo o il bimbo a te. La luce negli occhi, le coccole veloci ma piene, quel ristoro reciproco che non ha bisogno di parole.

Sono attimi minuscoli, quotidiani, che spesso non vengono raccontati — ma che dicono tantissimo.
E per me entrarci dentro con la macchina fotografica è un privilegio enorme: mi permette di vedere, ascoltare e restituire qualcosa che è vero, vissuto, pieno.
Questo progetto mi ha regalato tantissimo: nuova consapevolezza e un amore sempre più forte per i lavori a domicilio. Raccontarvi nel vostro ambiente è una storia a sè, tutta da scoprire. Sempre unica.
La mostra
Questo progetto — che presto diventerà una mostra — nasce proprio con l’intento di dare presenza a tutte quelle piccole situazioni quotidiane.
Piccole gocce che, insieme, formano un fiume.
Un mare.
Di donne, madri, figlie, nipoti.
Di storie che meritano di essere riconosciute.
Stiamo lavorando alla progettazione, raccogliendo immagini e testimonianze che raccontino la verità dei primi mesi, senza filtri.
È un lavoro lento, fatto di ascolto e presenza.
Proprio come la maternità.
Se vuoi farne parte
E se sei una neomamma (con un bimbo entro l’anno di età) e ti ritrovi in queste parole, io e Anita saremmo felicissime di entrare anche nella tua storia.
Di scoprire il tuo modo unico di essere ogni giorno mamma.
La porta è aperta.
Noi ci siamo.
