La storia di un ritratto (quasi) impossibile

Ti piacerebbe avere delle belle foto tue, in cui ti vedi davvero come sei…
Ma appena ti mettono davanti una fotocamera, senti tutto il corpo irrigidirsi e il sorriso diventare di plastica?
Se ti sei mai detta:
“Vorrei, ma mi sentirei troppo a disagio”, “Tanto lo so già che vengo male in foto!”…allora questa storia è anche per te.

Parla di Marzia, una donna meravigliosa che ho fotografato recentemente.
Una nostra amica comune le ha regalato una mini sessione fotografica con me. Non un regalo qualsiasi: un modo per aiutarla a tirare fuori qualcosa.
E aveva ragione.

Ma è stato tutt’altro che semplice.

Marzia non si sentiva pronta. Il desiderio di scattare queste foto, proprio per uscire dalla comfort zone e affrontare una sua paura, era forte. Ci siamo preparate a dovere, confrontate su come si sarebbe svolto il servizio, cosa volesse ottenere, cosa potevo offrirle e così via. Insomma, come con tutte le clienti! Nonostante questo, “il muro” era ancora molto alto.


Ad un certo punto della sessione, mi ha guardata e mi ha detto:
“No Sveva, io non ce la faccio, mi dispiace.”

In quel momento ho sentito un dolore nel petto.
Perché quando fotografo, non lo faccio da spettatrice: mi metto in ascolto. Entro in sintonia. A volte mi annullo totalmente.
Il mio scopo quel giorno non era fare le foto più belle del mondo. Era smuovere qualcosa.
Accogliere. Aprire uno spazio di fiducia.

Ho cercato dentro di me il modo per sbloccare quel sentimento, perchè sapevo che insistere a scattare in quel mood lì non sarebbe servito a nulla, anzi avrebbe fatto solo danni!

“Dai, tieni la fotocamera. Ecco, così! Devi solo schiacciare quel pulsante per scattare le foto, mi metto al tuo posto!”

E così abbiamo fatto una pausa.
Le ho dato in mano la mia fotocamera.
Mi sono messa io dall’altro lato.
Abbiamo riso.
Abbiamo ricominciato.

E piano piano, quel guscio ha cominciato a cedere.
Anche la musica ha aiutato. All’inizio aveva detto “metti quello che vuoi”. Ma quando abbiamo fatto partire una sua canzone del cuore, qualcosa è cambiato.

Alla fine, le foto ci sono state. Belle, vere.
Ma anche quelle iniziali, con le spalle chiuse e 3 kg di imbarazzo, raccontano tanto!
Sono parte della sua storia. Del piccolo percorso che ha fatto su di sé quel pomeriggio.

Perché ti racconto questo?

Perché magari anche tu vorresti un ritratto che parli davvero di te.
Non uno di quelli con il sorriso impostato, tipo “faccia da birretta in mano”, come lo ha chiamato Marzia.
Quel sorriso da serata tra amici che è simpatico, sì, ma non racconta tutto quello che sei.

Magari tu vorresti una foto che assomigli a quando ti guardi allo specchio dopo la doccia, nel silenzio, con i capelli ancora umidi e l’accappatoio addosso.
Quando ti dici: “Ehi, così sì che mi piaccio davvero.”

Ecco, il mio lavoro è questo: aiutarti a ritrovare quella versione autentica di te.
Senza fretta. Senza forzature. Senza giudizio.

Se ti va di parlarne, scrivimi!
Sarà un piacere leggerti, conoscerti e se vorrai, accompagnarti nel tuo speciale servizio fotografico.

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